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Accadde oggi – 13 gennaio. Ricorre l’anniversario della scomparsa di James Joyce

Accadde oggi - 13 gennaio. Ricorre l'anniversario della scomparsa di James Joyce

James Augustine Aloysius Joyce, è stato uno dei più grandi autori di narrativa del XX secolo. Ripercorriamo insieme la sua vita …

MILANO – James Augustine Aloysius Joyce, uno dei più grandi autori di narrativa del XX secolo, nasce a Rathgar, una frazione di Dublino, il 2 febbraio 1882. Studiò in collegi di gesuiti e poi all’università di Dublino, distinguendosi come linguista. Nel 1902, abbandonata la religione cattolica, insofferente dei ristretti orizzonti culturali del suo paese, si recò a Parigi, dove studiò per qualche tempo medicina. Tornato a Dublino per la morte della madre, lasciò definitivamente la città nel 1904. Visse a Trieste (dove conobbe Italo Svevo e ne incoraggiò l’opera) insegnando alla Berlitz School, a Zurigo e a Parigi. Esule volontario, estraneo alla ‘rinascita celtica’, ha fatto di Dublino il luogo centrale dei suoi libri, descrivendola con minuziosa precisione. Muore a Zurigo il 13 gennaio 1941 in seguito ad un’operazione chirurgica.

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L’esordio

Esordì con “Chamber music” (1907), un volume di versi, secondo lo stile degli elisabettiani e dei poeti dell’ultimo Ottocento, dove è già evidente la eccezionale abilità di stilistica e l’accentuata sensibilità musicale. Seguirono “Dubliners” (1914), una raccolta di racconti, efficace quadro del mondo dublinese, e un romanzo a sfondo autobiografico che, rifiutato dagli editori, diede alle fiamme (parte del manoscritto, salvato dalla moglie, è stata pubblicata postuma con il titolo “Stephen Hero” nel 1944). Rifatta, l’opera apparve col titolo “A portrait of the artist as a young man” (1916; in Italia pubblicata col titolo “Dedalus”, 1933). Mentre “Dubliners” conserva la scrittura oggettiva tradizionale, qui il racconto è tutto svolto in un’unica prospettiva, quella dettata dal monologo del protagonista.

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L’Ulisse

Dopo un dramma, “Exiles” (1918), nel 1922 “Ulysses” al quale lavorava dal 1914, giudicato opera pornografica da editori inglesi e americani, fu pubblicato a Parigi da S. Beach (la 1a ed. americana è del 1934, quella inglese del 1936). È con quest’opera che Joyce rompe ogni legame con la tradizione e realizza, anzi porta alle estreme conseguenze, la libertà dello scrittore moderno auspicata da Virginia Woolf. I personaggi sono tre, ciascuno con un linguaggio, una struttura mentale e, soprattutto, un ‘tempo’ diversi. Per organizzare questo tempo individuale e seguire il ‘flusso di coscienza’ di ciascuno, Joyce ha stabilito un tempo orario ben preciso, ventiquattro ore, un luogo inconfondibile, Dublino, e una scansione della materia narrativa in capitoli, ciascuno dei quali si ricollega a un episodio dell’Odissea. All’interno di questa struttura la libertà di associazione e di ricerca è illimitata.

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Uno stile indiscusso 

L’opera richiamò subito su Joyce l’attenzione di tutto il mondo letterario, lasciando la critica perplessa e divisa. Joyce non soltanto si valeva della psicanalisi per sondare l’inconscio, e seguiva in tal modo la strada dei maggiori scrittori suoi contemporanei, ma cercava di bruciare ogni riconosciuta struttura tecnica, filosofica o religiosa. Il frequente ricorso all’allegoria fa sì che una parola o un episodio non abbiano mai un unico significato; Joyce varia abilmente lo stile per ciascun personaggio, inventa parole nuove in base a sottili associazioni di idee e affinità di suoni e riesuma termini desueti.

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La disintegrazione del romanzo tradizionale

Questo procedimento è ripreso nel libro successivo, “Finnegans wake”, in cui Joyce approda a uno sperimentalismo spinto alle estreme conseguenze, a un linguaggio retto da leggi assolutamente personali fino ai limiti dell’incomprensibilità. In quest’opera, dove predominano i valori musicali e ritmici, la disintegrazione del romanzo tradizionale è completa. “Ulysses” scende nell’inconscio allo stato di veglia, “Finnegans wake” allo stato di sonno; nessuno, né prima né dopo, ha colto con tanta disincantata ironia le infinite possibilità del regno onirico; elementi eroici, mitologici, teologici, razionali e umani si mescolano senza soluzione di continuità, se si esclude quella dettata da leggi di associazione individuale.

Accadde oggi – 13 gennaio. Ricorre l’anniversario della scomparsa di James Joyce ultima modifica: 2018-01-13T09:00:25+00:00 da Salvatore Galeone

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