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Accadde oggi – 13 aprile. Ricorrono gli anniversari di Giorgio Bassani e Samuel Beckett

Accadde oggi - 13 aprile. Ricorrono gli anniversari di Giorgio Bassani e Samuel Beckett

Ricorre oggi l’anniversario di morte dello scrittore e poeta italiano Giorgio Bassani, e l’anniversario di nascita di Samuel Beckett, poliedrica figura del mondo letterario novecentesco …

MILANO – Scrittore e poeta italiano, Giorgio Bassani, fu anche doppiatore e sceneggiatore. La sua opera più famosa è “Il giardino dei Finzi Contini” che ispirò il film omonimo, diretto da Vittorio De Sica. Facciamo anche gli auguri di buon compleanno a Khaled Hosseini, scrittore afgano, autore del libro campione di vendite, ‘Il cacciatore di aquiloni’.

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GIORGIO BASSANI – Giorgio Bassani nasce a Bologna il 4 marzo del 1916 da una famiglia della borghesia ebraica, ma trascorre l’infanzia e la giovinezza a Ferrara, città destinata a divenire il cuore pulsante del suo mondo poetico, dove si laurea in Lettere nel 1939.

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LA GUERRA – Durante gli anni della guerra partecipa attivamente alla Resistenza conoscendo anche l’esperienza del carcere; nel 1943 si trasferisce a Roma, dove vivrà per il resto della vita, pur mantenendo sempre fortissimo il legame con la città d’origine. E’ solo dopo il 1945 che si dedica all’attività letteraria in maniera continuativa, lavorando sia come scrittore (poesia, narrativa e saggistica) sia come operatore editoriale: è significativo ricordare che fu proprio Bassani ad appoggiare presso l’editore Feltrinelli la pubblicazione del ‘Il Gattopardo’, romanzo segnato dalla stessa visione liricamente disillusa della storia che si incontra anche nelle opere dell’autore de ‘Il Giardino dei Finzi Contini’.

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IMPEGNO NELLA CULTURA – Giorgio Bassani lavora anche nel mondo della televisione, arrivando a ricoprire il ruolo di vicepresidente della Rai. Partecipa attivamente alla vita culturale romana collaborando a varie riviste, tra cui ‘Botteghe Oscure’, rivista di letteratura internazionale uscita tra il 1948 e il 1960. Va inoltre ricordato il suo lungo e costante impegno come presidente dell’associazione ‘Italia Nostra’, creata in difesa del patrimonio artistico e naturale del paese.

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RACCOLTE LETTERARIE – Dopo alcune raccolte di versi (tutte le sue poesie verranno poi raccolte in un unico volume nel 1982, con il titolo ‘In rima e senza’) e la pubblicazione in un unico volume delle ‘Cinque storie ferraresi’ nel 1956 (alcune però erano già comparse singolarmente in varie edizioni), Bassani raggiunge il grande successo di pubblico con il già introdotto ‘Il giardino dei Finzi Contini’ (1962): nel 1970 il romanzo riceverà anche un’illustre trasposizione cinematografica per opera di Vittorio De Sica, dalla quale però Bassani vorrà sempre prendere le distanze. Le opere successive dello scrittore, sviluppate tutte intorno al grande tema geografico-sentimentale di Ferrara sono ‘Dietro la porta’ (1964), ‘L’Airone’ (1968) e ‘L’odore del fieno’ (1973), riunite nel 1974 in un unico volume insieme al romanzo breve ‘Gli occhiali d’oro’ (1958), dal significativo titolo ‘Il romanzo di Ferrara’. Dopo un lungo periodo di malattia, segnato anche da dolorosi contrasti all’interno della sua famiglia, Giorgio Bassani si spegne a Roma il 13 aprile del 2000.

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SAMUEL BECKETT – Samuel Beckett nasce il 13 aprile 1906 in Irlanda, a Foxrock, un piccolo centro vicino a Dublino, dove trascorre un’infanzia tranquilla. Come tutti i ragazzi della sua età frequenta le scuole superiori ma ha la fortuna di accedere al Port Royal School, lo stesso istituto che ospitò qualche decennio prima nientemeno che Oscar Wilde. Il carattere di Samuel, però, si discosta nettamente da quello della media dei coetanei. Fin da adolescente, infatti, mostra i segni di un’interiorità esasperata, segnata da una ricerca ossessiva della solitudine, evidenziata così bene nel primo romanzo-capolavoro dello scrittore, l’allucinato ‘Murphy‘. Ma il profondo malessere interiore lo scava inesorabilmente e senza pietà. E’ ipersensibile e ipercritico, non solo verso gli altri, ma anche e soprattutto verso se stesso. Sono i segni riconoscibili di un disagio che lo accompagnerà per tutta la vita. Comincia ad isolarsi sempre di più, fino a condurre una vita da vero eremita, per quanto è possibile in una società moderna. Probabilmente, si tratta di una sindrome che oggi chiameremmo, con linguaggio smaliziato e forgiato dalla psicoanalisi ‘depressione’. Durante questo aspro periodo, il suo amore per la letteratura e per la poesia cresce sempre di più.

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LA SVOLTA – La prima svolta importante avviene nel 1928, quando decide di spostarsi a Parigi in seguito all’assegnazione di una borsa di studio da parte del Trinity College, dove studia francese e italiano. Il trasferimento ha subito effetti positivi: non passa molto tempo perché il ragazzo veda nella nuova città una sorta di sua seconda patria. Inoltre, comincia a interessarsi attivamente alla letteratura: frequenta i circoli letterari parigini dove conosce James Joyce, che gli fa da maestro. Un altro approdo importante è la scoperta che, in qualche modo, l’esercizio della scrittura ha un effetto benefico sul suo stato, riuscendo a distrarlo dai pensieri ossessivi e fornendo un canale creativo in cui sfogare la sua sensibilità accesa, nonché la fervida immaginazione. Colmo di rinnovato entusiasmo, comincia a viaggiare senza meta per l’Europa, attirato da paesi come la Francia, l’Inghilterra e la Germania, senza trascurare un tour completo della sua terra, l’Irlanda. La vita, il risveglio dei sensi sembrano travolgerlo in pieno: beve, frequenta prostitute e conduce una vita di eccessi e dissolutezze.

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ASPETTANDO GODOT – Nel periodo fra il ’45 e il ’50 compone varie opere, tra cui le novelle ‘Malloy’, ‘Malone muore‘, ‘L’innominabile’, ‘Mercier et Camier‘, e alcune opere teatrali, di fatto una novità nel suo catalogo. Sono le stesse, in pratica, che gli hanno donato fama imperitura e per cui è noto anche al grande pubblico. Vi compare, ad esempio, la celebre pièce ‘Aspettando Godot‘, da più parti acclamata come il suo capolavoro. E’ l’inaugurazione, negli stessi anni in cui opera Ionesco (altro esponente di spicco di questo ‘genere’), del teatro cosiddetto dell’assurdo. L’opera, infatti, vede i due protagonisti, Vladimir ed Estragon, in attesa di un fantomatico datore di lavoro, il signor Godot. Della vicenda non sappiamo nient’altro, nè dove si trovino esattamente i due viandanti. Lo spettatore sa solamente che accanto a loro c’è un salice piangente, immagine simbolica che condensa in sé il tutto e il nulla. Da dove vengono i due personaggi e soprattutto da quanto aspettano? Il testo non lo dice ma soprattutto non lo sanno neanche loro stessi, i quali si trovano a rivivere le stesse situazioni, gli stessi dialoghi, gesti, all’infinito, senza poter dare risposte neppure alle domande più ovvie. Gli altri (pochi), personaggi della vicenda sono altrettanto enigmatici.Nel 1969 la grandezza dello scrittore irlandese viene ‘istituzionalizzata’ attraverso l’assegnazione del premio Nobel per la letteratura. In seguito, ha continuato a scrivere fino alla sua morte, avvenuta il 22 dicembre del 1989. Clicca qui per leggere e condividere gli aforismi dello scrittore !

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Accadde oggi – 13 aprile. Ricorrono gli anniversari di Giorgio Bassani e Samuel Beckett ultima modifica: 2017-04-13T09:02:13+00:00 da Salvatore Galeone

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