Biografie

Accadde oggi – 10 giugno. Ricordiamo Arrigo Boito e il Premio Nobel Saul Bellow

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Si celebrano oggi gli anniversari di nascita del Premio Nobel Saul Bellow, scrittore statunitense, e l’anniversario di morte del poeta, letterato e compositore Arrigo Boito…

MILANO – Si celebrano oggi gli anniversari di nascita del Premio Nobel Saul Bellow, scrittore statunitense, e l’anniversario di morte del poeta, letterato e compositore Arrigo Boito

 

SAUL BELLOW – Saul Bellow nacque a Lachine nel 1915 da una famiglia ebraica originaria di San Pietroburgo ma immigrata in Canada. In questo contesto eterogeneo, multietnico e plurilinguistico, Saul Bellow ebbe la sua prima formazione culturale e morale. Infatti, di quanto sia stato importante questo ambiente nella formazione della sua personalità, lo si riscontra nei suoi romanzi, tutti venuti da profonde inquietudini autobiografiche. Tutto il percorso letterario di Bellow è caratterizzato da una emergente sensibilità protesa alla ricerca di quelle riflessioni che possano soddisfare i grandi perché sulla vita e sui significati di essere al mondo e le ragioni del proprio essere. Il gran lavorio intellettuale dell’autore non mise in secondo piano la sfera dei sentimenti umani, piuttosto, talvolta, è l’azione narrativa a pagarne le conseguenze. Il primo romanzo di Bellow, “L’uomo in bilico” è un diario che contiene i più importanti aspetti dell’impostazione dell’autore. Il secondo romanzo “La vittima”, narra il conflitto tra due colleghi, ma soprattutto tra due personalità opposte, l’una dedita alla vita pragmatica, l’altra impegnata ad approfondire le questioni morali. “Le avventure di Augie March” è un romanzo in cui la elucubrazione concede spazio a un’azione fantasiosa. Un altro personaggio in crisi è il protagonista de “Il re della pioggia”, una favola morale ambientata in un’Africa fantasiosa, che fa da sfondo al bisogno di sfuggire dai meccanismi e dai materialismi occidentali, e che consente invece una immersione in una atmosfera di ricerca spirituale per rispondere alle tematiche della vita e della morte, agevolata dal rapporto umano che il protagonista instaura con la regina e con il re dei Wariri. Bellow si concede, a questo punto della sua carriera, una breve pausa di lavoro, che utilizzerà per la stesura del suo capolavoro “Herzog”, biografia di un professore di media età che sfoga le proprie angosce esistenziali scrivendo missive, mai spedite, ad amici, al presidente degli Stati Uniti, a Dio e a se stesso. Nel 1976, Bellow venne insignito del premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: “Per la comprensione umana e la sottile analisi della cultura contemporanea che sono combinate nel suo lavoro’. Saul Bellow è morto a Brookline il 5 aprile 2005.

 

ARRIGO BOITO – Poeta, narratore e compositore noto soprattutto per il suo melodramma ‘Mefistofele’ e per i suoi libretti d’opera, Arrigo Boito nasce a Padova il 4 febbraio 1842; dal 1854 studia violino, pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano. Terminati gli studi si reca a Parigi con Franco Faccio dove prende contatto con Gioacchino Rossini. Torna a Milano dove nel 1862 scrive i versi per l”Inno delle Nazioni’, poi musicato da Giuseppe Verdi per l’Esposizione Universale di Londra. Seguono anni di lavoro, interrotti solamente per due mesi nel 1866 durante i quali, con Faccio ed Emilio Praga, Arrigo Boito segue Giuseppe Garibaldi nella sua azione nel Trentino. Nel 1868 alla Scala di Milano viene rappresentata la sua opera ‘Mefistofele’, basata sul ‘Faust’ di Goethe; l’opera non viene accolta bene, tanto che provoca disordini e scontri per il supposto implicito ‘Wagnerismo’. Dopo due rappresentazioni la polizia decide di interrompere le esecuzioni. Boito successivamente rivedrà drasticamente l’opera, riducendola. La nuova versione viene rappresentata al Teatro Comunale di Bologna nel 1876 e ottiene un grande successo; unica fra le composizioni di Boito, entra nel repertorio delle opere ancor oggi rappresentate e registrate con maggiore frequenza. Negli anni successivi Boito si dedica alla stesura di libretti per altri compositori. I risultati più notevoli riguardano ‘La Gioconda’ per Amilcare Ponchielli, per la quale utilizza lo pseudonimo di Tobia Gorrio, anagramma del suo nome; si ricordano ‘Otello’ (1883) e ‘Falstaff’ (1893) per Giuseppe Verdi. La sua produzione si compone anche di poesie, novelle e saggi critici, soprattutto per la ‘Gazzetta musicale’. Le sue poesie ripercorrono quasi sempre il tema disperato e romantico del conflitto fra il bene e il male, e il ‘Mefistofele’ costituisce il suo esempio più emblematico. Boito Scrive una seconda opera intitolata ‘Ero e Leandro’, ma insoddisfatto la distruggerà. Inizierà in seguito la composizione di un’opera che lo impegnerà per anni, il ‘Nerone’. Nel 1901 ne pubblica il testo letterario, ma non riuscirà a portare a termine l’opera. Verrà completata in seguito da Arturo Toscanini e Vincenzo Tommasini: il ‘Nerone’ viene rappresentato per la prima volta al Teatro alla Scala il giorno 1 maggio 1924. Direttore del Conservatorio di Parma dal 1889 al 1897, Arrigo Boito muore il 10 giugno 1918 a Milano: la sua salma riposa nel Cimitero Monumentale della città.

 

Accadde oggi – 10 giugno. Ricordiamo Arrigo Boito e il Premio Nobel Saul Bellow ultima modifica: 2017-06-10T09:20:00+00:00 da francesca

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