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Richard Avedon, quando la realtà diventa “stile”

Richard Avedon, quando la realtà diventa “stile”

Oggi il mondo della fotografia ricorda l’anniversario di nascita di Richard Avedon, uno dei fotografi più conosciuti al mondo…

MILANO – Un gigante del mondo della fotografia, creatore di uno stile inconfondibile e innovativo. Richard Avedon è uno dei fotografi più conosciuti e celebrati al mondo. Alcuni suoi ritratti costituiscono vere pietre miliari della storia della fotografia: i membri della “Warhol factory”, la famiglia Ginsberg, i “Chicago Seven”, il ritratto di Charlie Chaplin. Avedon non ha mai avuto alcun riguardo a portare alla luce, su sfondo bianco, gli aspetti più intimi dei protagonisti-soggetti.

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GLI INIZI – Nato nel 1923 a New York, studia dapprima filosofia alla Columbia University per poi dedicarsi alla fotografia da autodidatta. Scapestrato e sempre in cerca di forti emozioni, nel 1942 abbandona gli studi, per lui noiosi, per arruolarsi come fotografo nella Marina Militare, dove ha modo di girare per il mondo e di fare diverse esperienze. La sua carriera di fotografo comincia dunque qui: assegnato alle autopsie e alle foto d’identità, scatta dei ritratti dei suoi compagni di camerata. Profondamente colpito dalle foto dell’allora celebre Mukancsi, al suo ritorno in America si dà da fare per affinare le sue competenze tecniche. Dopo la dura ma fruttuosa gavetta dell’esercito, alla fine della seconda guerra mondiale diventa fotografo professionista.

BAZAAR E I LIBRI – Nel 1944 segue un corso alla New School for Social Research tenuto da Alexy Brodovitch, leggendario art director di Harper’s Bazaar. Da qui inizia una collaborazione artistica che li porterà nel 1959 a realizzare Observations, libro di ritratti che desta molto scalpore. Nel 1961 Richard Avedon diviene direttore artistico di Bazaar. Marvin Israel è un’altra figura importante per lui nella realizzazione del secondo libro, “Nothing Personal” pubblicato nel 1963 dopo aver visitato gli stati del sud: vi emerge l’attenzione per i diritti civili e la presa di posizione politica ed etica, con tendenza a strutturare ogni lavoro come fosse una storia.

IL MONDO DELLA MODA – Grande successo deriva anche dalla sua attività nel mondo della moda: è il primo a voler abbandonare per sempre la fotografia “artificiosa” ideata in studio portando le modelle on the road, a Parigi, nei café e nei salotti. Ciò segna l’inizio di una “nuova era” della fashion photography: il suo approccio sempre più minimal, diviene d’ora in poi esemplare per un’intera generazione di fotografi.

I SOGGETTI RITRATTI – Nel 1965 passa da Bazaar a Vogue. Nei primi anni ’70, con Arbus, pubblica un libro su Alice nel paese delle meraviglie, nel quale, come in un lavoro dello studio di Andy Warhol, le fotografie hanno un aspetto teatrale per la sequenzialità e la gestualità studiata dei personaggi fotografati. Nel 1974 espose al museo d’arte moderna di New York (MOMA) alcuni ritratti di suo padre divorato dal cancro sconvolgendo critica e pubblico. In seguito, infrangendo il mito del West a stelle e strisce, realizza “In the American West” un libro di foto sulla classe operaia americana – macellai, minatori, detenuti e cameriere – immortalati con una cura estrema del particolare, usando la macchina di grande formato e lo sfondo bianco tipici dello stile maturo dell’artista.

GLI ULTIMI ANNI – Collaborò con riviste prestigiose quali The New Yorker e Rolling Stone. Realizzò le edizioni 1995 e 1997 del prestigioso calendario Pirelli. Nel 2009 la Corcoran Gallery of Art, un’istituzione piuttosto importante di Washington D.C., mise insieme i suoi ritratti politici, i “ritratti del potere”, tra cui quello di un giovane Barack Obama. E anche quando morì, a 81 anni, stava lavorando a San Antonio, in Texas, per il New Yorker. Le sue opere sono esposte a New York al MOMA, al Metropolitan Museum e al Whitney Museum of American Art. Nel 1994 il Museum Ludwig organizza una retrospettiva imponente e una rassegna delle sue fotografie di moda.

 

Richard Avedon, quando la realtà diventa “stile” ultima modifica: 2017-05-15T09:30:27+00:00 da Tiziana Iannuzzi

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