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Man Ray, il primo fotografo surrealista

Man Ray, il primo fotografo surrealista

Oggi il mondo dell’arte ricorda la scomparsa di Man Ray, avvenuta il 18 novembre 1976 a Parigi. Man Ray è stato un pittore, un fabbricante di oggetti e un autore di film d’avanguardia …

MILANO – Oggi il mondo dell’arte ricorda la scomparsa di Man Ray, avvenuta il 18 novembre 1976 a Parigi. Man Ray è stato un pittore, un fabbricante di oggetti e un autore di film d’avanguardia (come ”Anémic cinéma” con Marcel Duchamp del 1925), ma è conosciuto soprattutto come fotografo surrealista, avendo realizzato le sue prime importanti fotografie nel 1918. Fino all’11 gennaio a Villa Manin (UD) è possibile visitare la mostra a lui dedicata.

La vita

Emmanuel Rudzitsky nasce a Filadelfia il 27 agosto 1890 da una famiglia di immigrati russi di origine ebraica. Cresce e studia a New York, ma rifiuta una borsa di studio in architettura per dedicarsi all’arte e intanto lavora nel 1908 come disegnatore e grafico. Nel 1912 inizia a firmare le sue opere con lo pseudonimo “Man Ray” e due anni dopo acquista la sua prima macchina fotografica, per fotografare le sue opere d’arte. Nel 1915 il collezionista Walter Arensberg lo presenta a Marcel Duchamp, di cui diverrà grande amico. A New York, con Marcel Duchamp forma il ramo americano del movimento Dada che era iniziato in Europa come un rifiuto radicale dell’arte tradizionale. Nel 1920 Duchamp torna a Parigi e Man Ray, lo segue: qui viene in contatto con gli artisti più influenti di Francia, fra cui André Breton. Il suo studio fotografico è frequentato dalla Parigi bene, alla ricerca di un ritratto diverso dall’usuale e infatti Man Ray rivoluzionò l’arte fotografica. Grandi artisti dell’epoca, come James Joyce, Gertrude Stein, Jean Cocteau e molti altri, posarono per lui. Nel 1922 Man Ray produce i suoi primi fotogrammi, che chiama ‘rayographs’. Una rayografia è una immagine fotografica ottenuta poggiando oggetti direttamente sulla carta sensibile, procedimento apparentemente semplice, ma che seppe usare per immagini altamente suggestive, esaltando il carattere paradossale e inquietante del quotidiano.

Il periodo surrealista

Nel 1924 nasce ufficialmente il surrealismo e Man Ray è il primo fotografo surrealista. La produzione dei suoi lavori di ricerca va di pari passo con la pubblicazione delle sue fotografie di moda su Vogue. Si innamora della famosa cantante francese Kiki (Alice Prin), spesso chiamata Kiki de Montparnasse, che in seguito diventa la sua modella fotografica preferita. Insieme a Jean Arp, Max Ernst, André Masson, Joan Miró e Pablo Picasso, fu rappresentato nella prima esposizione surrealista alla galleria Pierre a Parigi nel 1925. Nel 1934, la celebre artista surrealista Meret Oppenheim, conosciuta per la sua tazza da te ricoperta di pelliccia, posò per Man Ray in quella che divenne una ben nota serie di foto che la ritraggono nuda in piedi vicino a un torchio da stampa. Anche della pittrice surrealista Bridget Bate Tichenor (del cui padre Ray era grande amico), restano numerose fotografie. Insieme alla fotografa surrealista Lee Miller che fu la sua amante e assistente, utilizzò sistematicamente per primo la tecnica fotografica della solarizzazione.

Gli ultimi anni

Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale obbliga Man Ray, che è di origine ebrea, a rientrare negli Stati Uniti. Nel 1940 arriva a New York ma poco dopo si trasferisce a Los Angeles. In questo periodo insegna fotografia e pittura in un college, espone in varie mostre le sue fotografie, fra cui anche alla galleria di Julien Levy di New York. Finita la Seconda Guerra Mondiale Man Ray ritorna a Parigi, dove vivrà fino al giorno della morte, avvenuta il 18 novembre 1976 nel quartiere di Montparnasse a Parigi. Nel 1975 espone le sue fotografie alla Biennale di Venezia.

 

 

Man Ray, il primo fotografo surrealista ultima modifica: 2017-11-18T09:11:00+00:00 da developer

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