Fotografia

L’espressività di Patti Smith negli scatti di Gijsbert Hanekroot

L'espressività di Patti Smith negli scatti di Gijsbert Hanekroot

Per la prima volta in Italia verranno esposti a Bologna gli scatti di Gijsbert Hanekroot che meglio hanno saputo immortalare la potenza di Patti Smith…

MILANO – ONO arte contemporanea a partire dall’8 Settembre è lieta di presentare Patti Smith by Hanekroot una personale di Gijsbert Hanekroot, che racconta una delle donne icona e sinonimo della musica degli anni ’70 attraverso gli scatti di uno dei più importanti fotografi olandesi.

PATTI SMITH – Patti Smith inizia la sua carriera nella New York di fine anni ’60 alternando la scrittura di poesia, a quella di musica, alla performance in quello che era all’epoca il cuore pulsante della cultura underground occidentale. Il suo nome è legato indissolubilmente a quello di grandi artisti come Robert Mapplethorpe e Sam Shepard, con cui intrattenne anche relazioni sentimentali e, grazie alla sua capacità di unire musica rock e poesia, fu definita la poetessa laureata del punk. I suoi primi lavori sono interamente di scrittura, performance, oltre che di pittura, ma frequentando la scena
musicale della città e luoghi come il Max’s Kansas City o il CBGB’s la Smith si avvicina al nascente genere del punk in cui trova capacità espressive e creative. Nel 1975 con il Patti Smith Group incide il suo primo album Horses prodotto da John Cale e divenuto poi una pietra miliare del Rock. Il disco alterna pezzi originali, cover e poesia orale ma grazie al crescente successo del genere porta al gruppo un immediato successo e a tour sia negli Stati Uniti che in Europa. Il disco successivo Radio Ethiopia presenta un suono ancora più crudo e fu fortemente inspirato dagli MC5.

GLI SCATTI – Fu proprio in occasione del segmento europeo del tour di Radio Ethiopia nel 1976 che il Gijsbert Hanekroot ottenne di fotografarla in una sessione che la casa discografica accordò solo di un’ora. Ciò nonostante tra il fotografo e la Smith scatta un’ immediata affinità che ci regala delle immagini di rara potenza che immortalano la donna prima dell’artista, nel suo momento di akmè. Patti Smith infatti dopo altri due album nel 1980 si sarebbe allontanata dalle scene per tornarvi solo a metà anni 90 dopo la morte del marito. L’importanza e l’influenza su diversi generi, tra gli altri nel 2010 vince il National Book Award per la sua Autobiografia “Just Kids”, hanno fatto della Smith un’icona culturale che continua ad avere un grande impatto nel mondo dell’arte. Hanekroot ha avuto la capacità di fermare su pellicola la Smith mostrandone tutta la potenza ed espressività e le sue fotografie sono esposte per la prima volta in Italia.

Photocredit: © GIJSBERT HANEKROOT, Amsterdam

L’espressività di Patti Smith negli scatti di Gijsbert Hanekroot ultima modifica: 2017-09-01T09:26:33+00:00 da Salvatore Galeone

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