Arte

Gli arazzi medicei tornano a casa dopo oltre 100 anni

Gli arazzi medicei tornano a casa dopo oltre 100 anni

Tornano a Firenze dopo 133 anni gli arazzi medicei raffiguranti le storie di Giuseppe Ebreo e realizzati dai più grandi artisti del Rinascimento. Dopo essere stati esposti a Roma e Milano, la serie di tessuti fa ritorno a casa per la mostra “Il principe dei sogni”. …

MILANO – I venti arazzi rinascimentali che raccontano le storie di Giuseppe Ebreo hanno lasciato Milano per tornare a casa. Erano più di 100 anni che il nucleo prezioso di tele raffiguranti le storie di Giuseppe Ebreo e realizzati dai più importanti artisti del Rinascimento non tornava nel capoluogo toscano. Sottoposti a restauro, sono stati protagonisti di una mostra itinerante che ha fatto tappa a Roma e Milano e che adesso li riporta a Firenze, per un’esposizione che rimarrà aperta al pubblico dal 15 settembre al 15 febbraio 2016, con il titolo “Il Principe dei sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino”

LE MOSTRE PRECEDENTI – Per la prima volta dopo 150 anni, i venti arazzi cinquecenteschi commissionati da Cosimo I De’ Medici ad Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo e Francesco Salviati e realizzati per la Sala de’ Dugento di Palazzo Vecchio, sono stati eccezionalmente esposti insieme in una mostra unica in occasione di Expo. “Quando abbiamo compreso quanto fosse sublime l’ambiente milanese e grandiosa la Sala delle Cariatidi, abbiamo immediatamente proposto al Sindaco Giuliano Pisapia e all’assessore Del Corno Palazzo Reale come tappa di questa mostra. La generosità della loro scelta di ospitarla a Milano ci ha profondamente commossi”, ha dichiarato Louis Godart, curatore della mostra e Consigliere per la conservazione del Patrimonio artistico del Presidente della Repubbica.

A MILANO, ARTE ED EXPO – Di tutta risposta, con grande entusiasmo, il sindaco Giuliano Pisapia aveva ammesso “Questa progetto dimostra che Expo 2015 non sarà solo una vetrina, seppure prestigiosa, di idee e progetti sul cibo e l’alimentazione per la salvaguardia del Pianeta, ma sarà anche una grande occasione. Innanzitutto perché è un’iniziativa culturale che unisce l’Italia, dimostrando come il nostro Paese sia stato in grado di unire le forze di fronte a un momento straordinario che lo metterà sotto gli occhi del mondo, proponendo ai visitatori di Expo bellezza, stile, arte, storia e anche nuove tecnologie che saranno necessarie per realizzare questa mostra. Expo sarà poi anche l’occasione per proporre alla città e ai visitatori che giungeranno da tutto il mondo migliaia di eventi culturali, artistici, sportivi e di approfondimento, raccolti e coordinati nel palinsesto di Expo in Città“.

L’ULTIMA TAPPA DELLA MOSTRA ITINERANTE – Dopo il Salone del Quirinale e la Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, lo straordinario tour che in occasione di Expo ha ricomposto la serie di tessuti commissionata da Cosimo I de’ Medici raggiunge Firenze per l’ultima tappa espositiva nella Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio, dove fu possibile ammirare l’intero ciclo per l’ultima volta 133 anni fa prima dello smembramento della collezione che per metà venne inviata a Roma su ordine del Re. La completa rimozione dei 10 arazzi rimasti custoditi a Firenze avvenne in seguito, nel 1983, e questa volta fu dovuta alla necessità di avviare indagini sul loro stato di conservazione e quindi procedere ad un restauro che cominciò nel 1985 e durò ben 27 anni.

TESTIMONIANZA PREZIOSA E RAFFINATA – “Questi capolavori, finalmente riuniti, rappresentano una storia universale di passione e riscatto, miseria e gloria, meschinità e giustizia, dentro la quale non solo Cosimo De’ Medici poteva riconoscere la sorte della sua casata, ma ciascuno poteva allora e può ancora oggi ritrovare una parte della propria esperienza e del suo stesso sentire. La testimonianza preziosa di una delle stagioni più gloriose della nostra storia dell’arte – ha commentato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno, che è anche membro del Comitato Scientifico della mostra -. La tecnica, antica e raffinatissima, con la quale gli arazzi sono stati realizzati rappresenta uno dei momenti più alti di quella capacità di fondere creatività artistica e sapere artigianale, che è propria dell’operosità del nostro Paese che ancora oggi costituisce la linfa della vitalità culturale ed economica italiana “.

GLI ARAZZI – Questa serie di panni monumentali, oggetto di un complesso e pluridecennale restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e il Laboratorio del Quirinale, rappresenta una delle più alte testimonianze dell’artigianato e dell’arte rinascimentale. Gli arazzi con le Storie di Giuseppe vennero commissionati da Cosimo I de’ Medici tra il 1545 e il 1553 per la Sala de’ Dugento di Palazzo Vecchio a Firenze. I disegni preparatori furono affidati ai maggiori artisti del tempo, primo fra tutti Pontormo. Ma le prove predisposte da quest’ultimo non piacquero a Cosimo I, che decise di rivolgersi ad Agnolo Bronzino, allievo di Pontormo e già pittore di corte, e a cui si deve parte dell’impianto narrativo della serie. Tessuti alla metà del XVI secolo nella manifattura granducale, tra le prime istituite in Italia, furono realizzati dai maestri arazzieri fiamminghi Jan Rost e Nicolas Karcher sui cartoni forniti da Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo e Francesco Salviati.

Gli arazzi medicei tornano a casa dopo oltre 100 anni ultima modifica: 2015-09-20T11:30:47+00:00 da Tiziana Iannuzzi

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