Curiosiamo

Ecco perché ascoltare un audiolibro è come leggere un libro tradizionale

11032014175916_sm_6751

Leggere un libro è un’attività più seria e impegnativa che ascoltare qualcuno leggere per noi? A chiederselo è stato il New York Times in un articolo pubblicato di recente. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, la risposta è no……

Noi tendiamo a considerare la lettura un’attività più seria dell’ascolto, ma un articolo del New York Times ci spiega che questo è solo un pregiudizio. L’audiolibro è in grado di darci un’esperienza altrettanto arricchente del libro e rappresenta un settore del mercato con forti possibilità di crescita

MILANO – Leggere un libro è un’attività più seria e impegnativa che ascoltare qualcuno leggere per noi? A chiederselo è stato il New York Times in un articolo pubblicato di recente. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, la risposta è no. Così, ascoltare un audiolibro non ha meno valore che leggere da soli, nonostante tendiamo a considerare quest’ultima come un’attività più intellettuale, che richiede più attenzione.

PERCHÉ PENSIAMO CHE LEGGERE SIA PIÙ IMPEGNATIVO – Tendiamo a pensare che leggere da soli, con i propri occhi, sia più impegnativo che ascoltare qualcuno leggere per noi perché questo ci riporta ai tempi dell’infanzia, quando non sapevamo leggere affatto. A spiegarlo è Tanya Marie Luhrmann, professoressa di antropologia all’Università di Stanford, nel libro “Audiobooks and the Return of Storytelling”. Da bambini, riuscire a finire da soli il capitolo di una storia lasciato volutamente a metà dai nostri genitori una sfida da vincere, un’abilità da acquisire assolutamente.

L’ARGOMENTAZIONE CHE SMONTA IL PREGIUDIZIO – Il grande linguista Fernand de Saussure, citato ancora da Tanya Marie Luhrmann nel suo libro, riteneva che per noi la parola scritta abbia più peso di quella parlata perché la scrittura è collegata al pensiero visuale. “Verba volant, scripta manent”, dicevano i latini, ossia: ciò che viene soltanto detto è effimero, vola via, solo ciò che è scritto rimane, dura nel tempo, per questo gli attribuiamo maggior significato. Ma credere questo, dice Saussure, equivale a credere che possiamo sapere di più di qualcuno dalla sua fotografia piuttosto che incontrandolo di persona.

CRESCITA DELLE VENDITE DI AUDIOLIBRI NEGLI USA – A quanto pare comunque, il pregiudizio inizia a essere superato. La vendita di audiolibri negli ultimi anni infatti è aumentata. Nel 2012, il totale delle vendite di libri negli Stati Uniti è sceso dell’1%, ma il mercato degli audiolibri scaricabili è aumentato di oltre il 20%. A guardare a questa nuova tendenza sono molti autori e case editrici che decidono di pubblicare i loro testi in questo formato.

IL MERCATO ITALIANO – La fortuna degli audiolibri è cominciata anche in Italia, a dirlo è Vicktoria von Schirach, direttore editoriale della emons:audiolibri, casa editrice che da anni pubblica libri in formato audio. Integrali, letti dagli autori stessi o da grandi attori con effetti speciali e musica adeguata al contesto, per completare l’opera, nell’era del libro digitale gli audiolibri stanno spopolando. Forte dell’esperienza tedesca, la casa editrice è approdata in Italia sei anni fa e si è ritagliata uno spazio importante nel difficile mercato letterario.

L’IMPRESSIONE DI AUTENTICITÀ DELL’AUDIOLIBRO – Grazie alla voce dell’autore, l’audiolibro acquista il valore di documento e aggiunge una nuova dimensione alla letteratura contemporanea. L’inflessione della voce, il suo colore unico, dà l’impressione di una maggiore autenticità, ed è piacevole sentire una lettura non perfetta ed asettica, ma viva, come quando qualcuno ci legge un testo che gli sta particolarmente a cuore. Gli audiolibri inoltre riescono a trasmettere molto grazie al mix perfettamente riuscito tra parole, musiche ed effetti sonori. Un mix che tutti dovrebbero provare almeno una volta.

LA REALIZZAZIONE DI UN AUDIOLIBRO – La genesi di un audiolibro, poi, è un viaggio fantastico. La realizzazione è lunga e del tutto artigianale. Accurato e minuzioso è il lavoro degli attori sul testo, per capirlo a fondo e saperne interpretare tempi e toni. Dopodiché vi è un lavoro di editing audio, che spesso implica l’aggiunta di musica o di effetti sonori, che dovrà dettare il ritmo dell’intera interpretazione aggiungendo pause laddove è necessario. Indispensabile è un riascolto integrale dell’opera per individuare eventuali refusi vocali. Dietro ogni audiolibro ci sono circa sette, otto ore di lavoro.

Maria Rosaria Mandiello

12 marzo 2014

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ecco perché ascoltare un audiolibro è come leggere un libro tradizionale ultima modifica: 2014-03-12T00:00:00+00:00 da

© Riproduzione Riservata
Tags