Arte

Quando il brand diventa oggetto d’arte, la classifica da Andy Wahrol a Tomoko Nagao

Untitled design (76)

Quando gli artisti comunicano il brand. Da Andy Wahrol con la zuppa Campbell a Mimmo Rotella e Coca Cola sino a Tomoko Nagao con BNP Paribas Cardif

MILANO – Prima Andy Wahrol con la zuppa Campbell e poi Mimmo Rotella con i suoi quadri-manifesto su Coca-Cola e altre bevande must degli anni 70. Un’eredità raccolta da giovani artisti contemporanei come Tomoko Nagao, Jens Lorenzen, Paolo De Cuarto, Francesco de Molfetta che con tecniche pittoriche e raffigurative diverse, puntano ad un unico obiettivo. Quale? Quello di raccontare la società, i suoi valori e le sue contraddizioni, attraverso la rappresentazione di quei brand che meglio li sanno fare propri e li amplificano. La dimostrazione di come la cultura possa essere un’opportunità per trasmettere i valori di cui l’arte si fa portavoce. E il marchio diventa così “eterno”. Alcuni esempi concreti?

DAGLI ANNI 70 CON FURORE – Il più recente riguarda Tomoko Nagao, la più importante esponente MicroPop e SuperFlat in Italia, che ha realizzato una rielaborazione della sua “Nascita di Venere” per BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia. Un’innovazione all’interno di un mondo, come quello assicurativo, da sempre vicino all’arte, anche se attraverso modalità più tradizionali, come la sponsorizzazione. Nell’opera realizzata da Tomoko, la Dea non poggia su una conchiglia, ma su una PSP, e fluttua tra fiori e rondini (simbolo di BNP Paribas) realizzati dai figli dei dipendenti che l’hanno finalizzata insieme all’artista. L’opera è assolutamente contemporanea anche per la tecnica utilizzata: la vectorial art per la creazione del soggetto e l’uso dello stencil per la personalizzazione dell’opera per Cardif, due espressioni del linguaggio della street-art e della riproducibilità tecnica dell’arte.

TOMOKO NAGAO –  “I marchi che scelgo simboleggiano la società contemporanea e ne rappresentano bene i costumi – spiega Tomoko Nagao -. Sono, infatti, prodotti di massa diffusi su scala internazionale, facili da trovare, poco costosi e che rappresentano i valori su cui si basa la nostra società.“ “L’arte di Tomoko si sposa perfettamente con il dna innovativo della nostra Compagnia – commenta Isabella Fumagalli, Amministratore Delegato di BNP Paribas Cardif in ItaliaSiamo sempre stati aperti alla contaminazione e a nuovi stimoli, anche quando vengono da altri mondi molto lontani dal nostro.” Sono tanti gli artisti contemporanei che hanno proiettato nelle loro opere i nuovi simboli del consumismo, quelle icone che oggi ormai fanno parte del paesaggio urbano: partendo da Wahrol e arrivando agli affichistes francesi degli anni sessanta e a Mimmo Rotella, sino alle esperienze degli anni 2000 di Jens Lorenzen, Paolo de Cuarto e Francesco de Molfetta.

Quando il brand diventa oggetto d’arte, la classifica da Andy Wahrol a Tomoko Nagao ultima modifica: 2016-07-31T08:06:47+00:00 da lucia

© Riproduzione Riservata
Tags