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Le 5 opere più famose di Gustav Klimt

Le 5 opere più famose di Gustave Klimt.

Nel giorno della ricorrenza della nascita del grande artista vi proponiamo la classifica delle opere più conosciute di Klimt…

MILANO – Nel giorno della ricorrenza della nascita del grande artista, avvenuta nel 1918, vi proponiamo la classifica delle 5 opere più conosciute di Gustav Klimt. Tutte e cinque si caratterizzano per una spiccata sensualità ed eleganza, nonché da un denso simbolismo e da un massiccio utilizzo dell’oro, che le impreziosisce ulteriormente. Le cinque tele proposte sono in ordine cronologico. .

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GIUDITTA E LA TESTA DI OLOFERNE (1901) – noto anche come Giuditta I è considerata come la prima opera del periodo aureo, contraddistinto da un linguaggio di forte astrazione simbolica e dall’uso massiccio dell’oro. Racchiusa in una cornice di legno scabro (realizzata dal fratello Georg, scultore, falegname e scaricatore di porto), il soggetto viene utilizzato quale metafora del potere di seduzione delle donne, che riesce a vincere anche la forza virile più bruta. In clima simbolista la figura di Giuditta si presta ovviamente alla esaltazione della femme fatale crudele e seduttrice, che porta alla rovina e alla morte il proprio amante. Dietro la testa di Giuditta è rappresentato un paesaggio arcaico e stilizzato di alberi di fico e viti, tratto da un fregio assiro del Palazzo di Sennacherib a Ninive.   1

 

LE TRE ETA’ DELLA VITA (1905) – Questo dipinto vinse il premio all’Esposizione d’Arte Internazionale di Roma del 1911 e l’anno seguente fu acquistato dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. La tela unisce il decorativismo geometrizzante a un’inattesa introspezione psicologica nelle espressioni delle tre figure: la drammatica premonizione della fine nella vecchiaia, la tenerezza protettiva nella giovane donna e l’abbandono sicuro del bambino. 2

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IL BACIO (1907-1908) – Quest’opera, in pieno accordo con i canoni dello stile Liberty, è dipinta su tela con decorazioni e mosaici (Klimt aveva un debole per i mosaici di Ravenna) in color oro sullo sfondo. L’uomo, in piedi, si piega per baciare la donna che sta inginocchiata sul prato tra i fiori e sembra accettare il bacio, partecipando emotivamente. La faccia della donna è racchiusa fra le mani dell’amante, il quale ha il braccio di lei sul collo. Klimt ha vestito, ed è curioso da notare, i suoi personaggi con la lunga tunica che era solito portare. Le forme geometriche sono abbastanza allusive, sul vestito dell’uomo vi sono raffigurati dei rettangoli posizionati in verticale, sul vestito della donna sono raffigurati dei cerchi concentrici, tutte e due le forme geometriche ricordano il sesso dei soggetti che indossano quelle tuniche. Nella parte d’oro che ricopre l’uomo vi sono figure rettangolari e in bianco e nero, mentre la donna sembra essere punteggiata con mazzi di fiori ed è caratterizzata da forme rotondeggianti e prive di ogni possibile spigolo. 3

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DANAE (1907-1908) – Klimt affronta un soggetto tratto dalla mitologia greca antica: Danae fu fecondata nel sonno da Zeus, trasformatosi in pioggia d’oro. La fanciulla è rappresentata rannicchiata in primo piano, ripiegata su sé stessa, avvolta in una forma circolare, che rimanda alla maternità e alla fertilità universale. Serenità e pace si leggono sul volto e nella posizione fetale della fanciulla. Danae diviene una fanciulla persa nel sonno e nella dimensione onirica, totalmente dimentica di sé e in balìa dei propri istinti sessuali. In nessun altro dipinto di Klimt la donna è così interamente identificata con la propria sessualità. Il corpo completamente abbandonato di Danae è circondato e ricoperto dai capelli, da un velo orientaleggiante e sulla sinistra da una pioggia d’oro. Nello scroscio della pioggia d’oro, che riecheggia di preziosismi bizantini, Klimt aggiunge un simbolo, un rettangolo verticale nero, che rappresenta il principio maschile.

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LA VERGINE (1912-1913) – Del ritmo vorticoso, l’opera raffigura un gruppo di corpi femminili che paiono aggrovigliati. Al centro di essi domina una donna (probabilmente la vergine, che dà il titolo dell’opera), vestita con un abito adornato di motivi a girali, che distende le braccia in atteggiamento estatico. Questo gesto allude al ‘risveglio’ dei suoi sentimenti ed al suo desiderio sessuale. L’associazione della bellezza a pose così innaturali vuol essere un’allusione alla fugacità della vita, un riflesso della decadenza della società contemporanea. 5

Le 5 opere più famose di Gustav Klimt ultima modifica: 2017-07-14T09:30:45+00:00 da Salvatore Galeone

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