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Jean-Michel Basquiat, quando l’arte diventa ribellione ed enigma

Jean-Michel Basquiat, quando l’arte diventa ribellione ed enigma

Oggi si ricorda la scomparsa di Jean-Michel Basquiat, writer e pittore statunitense, tra i più importanti esponenti del graffitismo americano…

MILANO – Jean-Michel Basquiat è stato uno degli artisiti più discussi degli anni ’80, protagonista, con Keith Haring, del graffitismo statunitense e figura artistica leggendaria. Esprimendo una realtà multirazziale, di conflitto, dove vivono tormentate figure primitive, i lavori di Jan Michel Basquiat si spostano dai muri a tele e legni, di misure più normali, rispetto alle immense pareti sulle quali si era espresso nei primi anni. Basquiat utilizza parole, inserite nei dipinti come parte integrante o come sfondo, cancellate, a volte, per attrarre l’attenzione dello spettatore. La conoscenza di Warhol influisce profondamente sulle opere di Basquiat; i due infatti intraprendono una proficua collaborazione, tanto che allestiscono assieme una mostra il cui manifesto li ritrae come protagonisti di un incontro di boxe.

GLI ESORDI E SAMO – Jean-Michel Basquiat nacque a Brooklyn il 22 dicembre 1960 da padre haitiano e da madre statunitense di origini afro-portoricane. Basquiat inizia a manifestare interesse per il disegno fin da quattro anni, ispirato dai cartoni animati televisivi. Un amore per l’arte trasmessogli dalla madre, la quale lo accompagna spesso al Brooklyn Museum, al Metropolitan Museum ed al Museum of Modern Art di New York. Nel 1968 viene investito da un’autovettura e gravi lesioni interne obbligano i medici all’asportazione della milza. Durante il mese di degenza al King’s County, la madre gli regala il testo di anatomia Gray’s Anatomy di Henry Gray, che lo influenzerà molto: nelle sue opere riporterà poi molti elementi anatomici. Nel 1975 scappa di casa e va a dormire su una panchina pubblica: arrestato per vagabondaggio, l’anno seguente inizia a frequentare la City-as-School a Manhattan, e lì nel 1977, a 17 anni, stringe amicizia con Al Diaz, un giovane graffitista che operava sui muri della Jacob Riis, a Manhattan. Insieme all’amico, Basquiat acquista piena consapevolezza della propria vocazione artistica, i due inoltre iniziano a fare uso di stupefacenti, in particolare di LSD, ed uniscono le loro capacità iniziando a produrre graffiti per le strade di New York firmandosi come SAMO acronimo di ‘SAMe Old shit’, propagandando con bomboletta spray e pennarello indelebile idee ermetiche, rivoluzionarie e a volte insensate. Nonostante questo sodalizio artistico giunga ad un grande successo underground, la coppia Basquiat-Diaz si scioglie nel 1978 affiggendo ai muri di Manhattan l’annuncio ‘SAMO IS DEAD’. Da quel momento in poi Basquiat non utilizzerà mai più il nome SAMO.
AL CLUB 57 – Nel 1978 lascia gli studi alla City-as-School, ritenendoli inutili, ed abbandona la casa del padre, guadagnandosi da vivere vendendo delle cartoline da lui decorate. Sarà proprio il tentativo di vendere una delle sue cartoline che cambierà il corso della sua vita: entrato in un ristorante di SoHo, Basquiat avvicina Henry Geldzahler ed Andy Warhol il quale comprerà alcune delle sue opere. Passeranno però alcuni anni prima che Jean-Michel riesca ad entrare nella ‘Factory’ del re della Pop art; nel frattempo diventa cliente fisso dei due club più esclusivi nella scena socio-culturale di New York: il Club 57 ed il Mudd Club, frequentati anche dallo stesso Warhol, da Madonna (con la quale avrà una relazione di alcuni mesi), e da Keith Haring, con il quale stringerà un’amicizia che durerà fino alla morte. Si legherà anche allo scrittore Glenn O’Brien, che aveva conosciuto nel 1979 durante una sua ospitata allo show ad accesso pubblico TV Party. Nel 1980 Jean-Michel partecipa al Time Square Show, retrospettiva organizzata da un gruppo di artisti e sponsorizzata da Collaborative Projects Incorporated (Colab) e da Fashion Moda, alla quale farà il suo formale debutto newyorkese anche Haring. Questo evento riconosce la nascita di due nuove avanguardie della Grande Mela: la downtown (Neo-pop) e la uptown (rap e graffiti).
LE MOSTRE – Nel 1981 partecipa alla retrospettiva New York/New Wave, insieme ad altri artisti come Robert Mapplethorpe, Keith Haring, Andy Warhol e Kenny Scharf. Il poeta e critico d’arte Rene Ricard pubblica ‘The Radiant Child’ sulla rivista Artforum, pubblicizzando Basquiat ed il suo percorso artistico. La prima mostra personale di Jean-Michel avviene nel maggio del 1981 a Modena, nella galleria d’arte Emilio Mazzoli. Si tratta della prima personale di Basquiat e della prima mostra europea, che viene però accolta negativamente e con sarcasmo dai critici e collezionisti locali. Quasi un anno dopo, nel marzo del 1982 riscuote grande apprezzamento da parte di pubblico e critico nella personale di New York, nella galleria d’arte di Annina Nosei. La Svizzera ospita una sua retrospettiva presso la Galerie Bischofberger e allo stesso modo espone in dicembre alla Delta di Rotterdam. Rientrato in America, produce il disco hip hop Beat Bop e nello stesso periodo conosce Madonna con la quale ha una breve storia ma a cui rimane legato tanto che la popstar dieci anni dopo finanzierà la retrospettiva a lui dedicata al Whitney Museum di New York. Nel 1983 stringe una forte amicizia con Andy Warhol, il quale lo aiuta a sfondare nel mondo dell’arte come fenomeno mondiale emergente. I dipinti di Jean-Michel erano caratterizzati da immagini rozze, infantili, facendo riferimento alla Art Brut di Jean Dubuffet. L’elemento che però contraddistingue l’arte di Basquiat è essenzialmente l’utilizzo delle parole, inserite nei suoi dipinti come parte integrante, ma anche come sfondo, cancellate, a volte anche per attrarre l’attenzione dello spettatore. Nel 1984, insieme ad Andy Warhol e a Francesco Clemente, inizia una serie di collaborazioni, di dipinti a ‘sei mani’ commissionati da Bruno Bischofberger. A scopo personale dipinge un altro ciclo di opere insieme al solo Warhol, eseguendo oltre cento quadri, nei quali è riconoscibile l’apporto di entrambi, e allestendo una mostra comune il cui manifesto presenta in maniera eloquente i due artisti come protagonisti di un incontro di boxe.
LA MORTE DI WARHOL – Poco dopo si interrompono i rapporti con Mary Boone, fino ad allora suo agente commerciale newyorkese; il pubblico ed i critici iniziano ormai a non accettare più i suoi lavori con l’entusiasmo di un tempo. Nel 1987, con la morte di Warhol dovuta ad una mal riuscita operazione alla cistifellea, entra in una violenta fase di tossicodipendenza: il suo forte attaccamento al re della Pop Art, che aveva manifestato fino alla fine, lo conduce all’abuso di eroina per superare il trauma. Basquiat espone ancora a New York nella galleria del cugino di Tony Shafrazi, Vrej Baghoomian, il suo ultimo mercante; poi inizia un tentativo di disintossicazione che non porterà mai a termine: muore il 12 agosto del 1988, a ventisette anni, per un’overdose.

 

 

 
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Jean-Michel Basquiat, quando l’arte diventa ribellione ed enigma ultima modifica: 2017-08-12T09:30:00+00:00 da developer

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