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I quadri di William Turner tra le tracce della Maturità 2017

I quadri di William Turner tra le tracce della Maturità 2017

William Turner, artista che pose le basi per la nascita dell’Impressionismo, figura nel saggio artistico – letterrario della Maturità 2017…

MILANO – E’ arrivato il giorno tanto atteso e temuto da migliaia di studenti. Dopo le scommesse sulle varie tracce attese per questo primo giorno di esame, questa mattina non hanno tardato ad arrivare su internet le tracce ufficiali della prova. «La natura tra minaccia e idillio in arte e letteratura» sarebbe la traccia uscita per il saggio breve artistico – letterario e tra i materiali forniti, figurano i quadri di William Turner. Cerchiamo, in tale occasione, di conoscere meglio l’artista che, con il suo stile, pose le basi per la nascita dell’Impressionismo. Nonostante ai suoi tempi fosse visto come una figura controversa, attualmente è considerato l’artista che ha elevato l’arte della pittura paesaggistica ad un livello tale da poter competere con la maggiormente considerata pittura storica.  Anche se è diventato famoso per le sue opere ad olio, Turner è anche stato uno dei più grandi maestri britannici nella realizzazione di paesaggi all’acquerello. È conosciuto con il soprannome di ”pittore della luce”.

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INIZI – Joseph Mallord William Turner nasce il 23 aprile del 1775 a Londra, a Maiden Lane, figlio di un fabbricante di parrucche e barbiere, William Gayone, e di Mary, donna frequentemente vittima di disturbi di carattere psichico. Anche a causa della difficile situazione in famiglia, il giovane William a soli dieci anni viene spedito a Brentford, cittadina sulla riva del Tamigi a ovest di Londra, dove vive con uno zio materno. Mostrando un precoce interesse per la pittura, si dedica al disegno realizzando diverse opere. Dopo avere frequentato una scuola di Margate, nel Kent, nel 1789 entra a far parte della Royal Academy of Arts, riuscendo ad essere ammesso l’anno successivo in Accademia: a decretare la sua ammissione è una commissione presieduta da Sir Joshua Reynolds.

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GLI STUDI – Inizialmente William Turner si appassiona all’architettura: su consiglio proprio di un architetto, Thomas Hardwick, però, decide di dedicarsi soprattutto alla pittura. Egli, quindi, inizia a studiare i paesaggi classici di Nicolas Poussin e di Claude Lorrain, senza trascurare lo stile contemporaneo, che prevede una trasfigurazione personale e lirica del dato reale. Turner mostra subito doti notevoli, al punto che un suo acquerello, dopo solo un anno di studi, viene selezionato per l’esposizione estiva dell’Accademia.

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I PRIMI CAPOLAVORI – A soli ventuno anni, William espone ‘Fishermen at Sea’, il suo primo lavoro ad olio. È il 1796: da quel momento in poi, ogni anno egli esporrà i propri dipinti all’Accademia per il resto della sua esistenza. Nel 1797 realizza ‘La fornace da calce a Colabrookdale’, nel quale la fabbrica viene rappresentata in un’atmosfera per certi versi demoniaca. Nello stesso anno si reca per la prima volta a Otley, nello Yorkshire, dove diventa amico intimo di Walter Fawkes: il luogo gli piace a tal punto che William Turner deciderà di tornarci periodicamente (il quadro ‘Bufera di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi’ verrà ispirato proprio da una tempesta di neve sui monti della zona). Nel 1801 egli diventa padre per la prima volta, avendo una figlia da Sarah Danby, sua compagna (che però non sposerà mai). Successivamente viaggia molto in Europa: nel 1802, per esempio, è in Francia, dove ha l’occasione di studiare i dipinti in mostra al Louvre di Parigi; in Svizzera, invece, si cimenta per la prima volta con i paesaggi alpini.

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LE AMICIZIE – Tra le altre amicizie strette in quel periodo, c’è quella con George O’Brien Wyndham, terzo Conte di Egremont, conosciuto nel West Sussex a Petworth House. Nel 1811 Sarah Danby lo rende padre per la seconda volta. Due anni più tardi, Turner dipinge ‘Mattino gelido’, prima di realizzare ‘Il guado del ruscello’ e ‘Didone costruisce Cartagine. L’ascesa dell’Impero cartaginese’, che vengono esposti nel 1815. Tra il 1820 e il 1824, invece, vedono la luce ‘Roma vista dal Vaticano: Raffaello accompagnato dalla Fornarina prepara i dipinti per la decorazione della loggia’ e ‘La battaglia di Trafalgar’. Con il passare degli anni, tuttavia, le relazioni sociali di Turner iniziano a diradarsi: i suoi amici sono pochi, e la persona con la quale passa la maggior parte del tempo è suo padre. Anche per questo motivo, la morte del genitore – avvenuta nel 1829 – rappresenta per lui un colpo molto duro, che lo porta a soffrire in più occasioni di depressione.

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GLI ANNI ’30 DELL’OTTOCENTO – La sua attività, comunque, non si arresta: nel 1830 vengono completati ‘La stella della sera’ e ‘Spiaggia di Calais con la bassa marea: pescatrici che raccolgono le esche’, e nel 1832 vedono la luce ‘Staffa: La grotta di Fingal’ e ‘Helvoetsluys: la ‘Città di Utrecht’ prende il mare’. Dopo ‘Il ponte dei sospiri, il palazzo Ducale e la Dogana a Venezia: Canaletto dipinge’, del 1833, William Turner realizza ‘Il ramo d’oro’ e ‘L’incendio delle Camere dei Lord e dei Comuni’, ispirato a un avvenimento realmente accaduto, l’incendio al Parlamento inglese del 1834, di cui egli è stato testimone diretto. Successivamente, realizza ‘Trasportatori di carbone su chiatte che scaricano di notte’ e ‘Venezia dal portico della Madonna della Salute’, iniziando anche ‘Norham Castle: alba’ (che verrà completato solo all’inizio degli anni Quaranta). Nel 1837 dipinge ‘Bufera di neve, valanga e inondazione’, ispirato dal potere distruttivo della natura, e ‘Il congedo di Ero e Leandro’, mentre l’anno successivo realizza ‘Italia moderna. I ‘pifferai”. Al 1839 risalgono ‘Roma Moderna – Campo Vaccino’, ‘Roma antica: Agrippina sbarca con le ceneri di Germanico’ e ‘La valorosa Téméraire’. Nel 1840 l’artista britannico porta a termine ‘Nave di schiavi (Mercanti di schiavi che gettano in mare i morti e i moribondi – Tifone in arrivo)’, dove mostra tutto il fascino che la violenza del mare esercita nei suoi confronti, e ‘Venezia dal Canale della Giudecca’, per poi dedicarsi a ‘L’alba della Cristianità’, che viene concluso l’anno successivo.

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GLI ANNI ’40 – Nel 1842, vengono realizzati ‘Tempesta di neve, battello a vapore al largo di Harbour’s Mouth’, ‘Pace. Esequie in mare’ e ‘La dogana, San Giorgio e le Zitelle della gradinata dell’albergo Europa’. Molto prolifico nonostante il passare degli anni, nel 1843 Turner dipinge ‘Luce e colore (la teoria di Goethe)’, ‘Ombra e tenebre. La sera del Diluvio’ e ‘Il sole di Venezia tramonta nel mare’; al 1844 risale, invece, ‘Pioggia, vapore e velocità’. Nel 1845 egli inizia a dipingere ‘Boe per la segnalazione di un naufragio’, che verrà poi rifatto quattro anni più tardi. L’ultima esposizione del pittore londinese alla Royal Academy va in scena nel 1850.

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LA MORTE – William Turner muore il 19 dicembre del 1851 a Cheyne Walk, Chelsea, in casa della sua amante Sophia Caroline Booth: il suo corpo viene sepolto accanto a quello di Sir Joshua Reynolds nella Cattedrale di Saint Paul.

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IL FILM BIOGRAFICO – Nel 2014, il regista inglese Mike Leigh dirige il film ‘Turner‘ (in lingua originale, ‘Mr. Turner’), che ripercorre gli ultimi venticinque anni di vita del pittore: a interpretarlo è Timothy Spall, che per questo ruolo viene premiato come miglior attore in occasione del 67° Festival di Cannes.

 

 

I quadri di William Turner tra le tracce della Maturità 2017 ultima modifica: 2017-06-21T09:59:04+00:00 da Salvatore Galeone

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