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Dalì-Lear, un “ménage spirituale”

Dalì-Lear, un "ménage spirituale"

La storia surreale fra i due durò ben sedici anni. Tra loro moltissimi anni di differenza ma un’incredibile affinità mentale…

MILANO – Dalì chiamava la Lear “mio angelo”. La storia fra Salvatore e Amanda durò ben sedici anni,  lasciando una scia nella costellazione delle storie d’amore fra pittori e modelle. Tra loro tanti anni di differenza ma un’incredibile affinità mentale.

L’INCONTRO

La Lear e Dalì si incontrarono in un locale notturno parigino di nome Le Castel, nel 1965. All’epoca la modella era accompagnata dal fidanzato Tara Browne. La Lear, colpì Dalì grazie al suo fisico androgino. Il surrealista la volle assolutamente come modella e così divenne la sua musa. Fra loro si creò una stupefacente affinità spirituale. Nelle numerose interviste rilasciate dopo la fine della loro storia Amanda rivelò quanto fosse stretto il loro rapporto. Un ménage assolutamente non convenzionale ma una sorta di “matrimonio spirituale”.

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IL MÉNAGE A TROIS

L’enfant terrible” era pur sempre sposato ma la Lear ha accompagnato lui e sua moglie per circa quindici anni, trascorrendo ogni estate con loro. La moglie, Gala, era la migliore amica di Amanda. “Era molto più vecchia di Dalì, quindi non le interessava più di uscire con lui, se lo portava dietro da 50 anni. E il nostro era un ménage a trois. Dalì era innamorato spiritualmente di sua moglie Gala, ma amava anche me. Diceva che era pazzo del mio scheletro perché ero molto magra” ha dichiarato poi la Lear.

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LA MUSA

Amanda Lear ha posato per alcune opere di Dalí, come Venus to the Furs e Vogué, ha partecipato a molti dei suoi progetti cinematografici e inoltre stava al suo fianco durante le conferenze stampa e gli incontri con i media, eventi che spesso si trasformavano in spettacoli, spesso con Amanda come figura centrale.

“MIO ANGELO”

Il fatto che l’artista spagnolo la chiamasse “mi àngel” usando il maschile, creò qualche problema e molta pubblicità alla Lear. Da quel momento nacque la leggenda della sessualità di Amanda, l’appellativo, complici la voce profonda e la mascella pronunciata, ha indotto la gente a pensare che la Lear potesse essere in realtà un uomo. Lei ha scherzato, ironizzato, cavalcato l’onda per la sua carriera, fino a smentire completamente le voci.

Dalì-Lear, un “ménage spirituale” ultima modifica: 2018-05-11T09:09:07+00:00 da Salvatore Galeone

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