Arte

Anthony van Dyck, il ritrattista fiammingo

Anthony van Dyck, il ritrattista fiammingo

Antoon van Dyck è stato un pittore fiammingo, principalmente ritrattista, che divenne il primo pittore di corte in Inghilterra…

MILANO – Antoon van Dyck è stato un pittore fiammingo, principalmente ritrattista, che divenne il primo pittore di corte in Inghilterra. Conosciuto anche come Anton, Antony, Antoon, Antonie o Anthonis nasce nel 1599, settimo figlio di una ricca famiglia borghese.

La biografia

Van Dyck entra giovanissimo a servizio presso la bottega del pittore fiammingo Van Balen. La crisi della pittura manierista impone un ritorno al naturalismo, come dimostrano pittori come Annibale Carracci e il Caravaggio che segnerà poi una svolta epocale per l’arte. A 16 anni Van Dyck apre la sua bottega di pittore.

Il rapporto con Rubens

Van Dyck è stato anche l’allievo e amico del pittore Pieter Paul Rubens, del quale assimila la tecnica e, in parte, lo stile. Secondo le testimonianze dell’epoca il grande artista collabora con lui e lo considera il suo allievo migliore.

I viaggi

Dopo aver trascorso la giovinezza ad Anversa, si sposta in Italia, dove compie il rituale viaggio di formazione, caratteristico di tutti i grandi pittori fiamminghi. Qui riceve l’opportunità di vedere e copiare alcune grandi opere rinascimentali, specialmente del suo pittore favorito, Tiziano. Tocca le maggiori città della penisola, da Genova a Firenze, passando per Roma, Palermo, Mantova fino a Torino e Milano. Di ritorno dall’Italia, passa in Inghilterra, alla corte di Carlo I Stuart, dove si occupa quasi esclusivamente di ritratti.

Il ritorno

Nel settembre 1627 torna nella natia Anversa, richiamato dalla morte della sorella Cornelia. I primi mesi vengono caratterizzati da una grande produzione religiosa: Antoon, fervente cattolico, si unisce alla Confraternita dei Celibi, creata dai gesuiti di Anversa, che gli commissionano anche due pale d’altare. La fama acquisita in Italia, gli permette di entrare al servizio dell’arciduchessa Isabella d’Asburgo, reggente dei Paesi Bassi per conto del re di Spagna, tanto da divenire il pittore di corte.

Il protetto del Re

E’ Carlo I il vero estimatore di Van Dyck. Da sempre munifico mecenate e protettore degli artisti, il sovrano, adorando Tiziano, vide nell’artista fiammingo il suo erede. Con l’arrivo di Van Dyck, tutti i pittori alla corte spariscono per far largo a lui. Nonostante la gloria e la nomina di baronetto Van Dyck decide di trasferirsi ad Anversa e a Bruxelles, per far visita alla famiglia.

Anversa e Bruxelles

Il maggio 1640 muore Rubens  e gli viene offerto di andare ad Anversa a dirigere la sua bottega. Sta per partire quando scopre che il  re di Francia Luigi XIII ricerca un artista per decorare le sale principali della reggia del Louvre. E’ la sua occasione così parte per Parigi.

La morte

Il periodo francese gli dà le sue soddisfazioni ma quando inizia ad avere dei problemi di salute decide di tornare a Londra. Il re invia il suo medico personale, offrendogli trecento sterline come ricompensa se fosse riuscito a salvare la vita del suo pittore. Il 1º dicembre 1641 lady Van Dyck dà alla luce la loro prima figlia, Justiniana. Qualche giorno dopo Antoon fa testamento, a favore della figlia, della moglie, delle sorelle e di una figlia naturale che aveva avuto ad Anversa. Il 9 dicembre Antoon van Dyck muore nella sua casa di Blackfriars e venne sepolto alla presenza della corte nella Cattedrale di San Paolo. La tomba viene distrutta pochi anni dopo, insieme alla Cattedrale stessa, nel Grande incendio di Londra nel 1666.

Anthony van Dyck, il ritrattista fiammingo ultima modifica: 2017-12-09T09:04:13+00:00 da Salvatore Galeone

© Riproduzione Riservata
Tags